Martedì 15 luglio c’è stata la prima del nuovo spettacolo teatrale di Cinefabrica.
Lo spettacolo è stato presentato a S. Falcione un luogo suggestivo all’interno del Parco della Murgia materana.
Melchiorre (un pastore) ed Euridice (la sua amata) sono due esseri appartenenti a razze diverse.
Si cercano per stare insieme, perchè la diversità è un valore. Uno spettacolo un pò comico un pò drammatico, dai toni ironici e allo stesso tempo poetici.
La prossima replica è prevista per martedì 22 luglio a S. Falcione. Per informazioni contattateci direttamente dal sito, o scrivendo a cinefabrica@gmail.com.
Cari amici,
Cinefabrica vi invita ad una serata in cui presenteremo il percorso che stiamo svolgendo insieme ad alcuni ragazzi al centro polivalente di Serra Rifusa in via dei Peucezi.
Sarà una serata piacevole da trascorrere in compagnia e per conoscere una nuova realtà che si confronta con il teatro.
a presto Cinefabrica
Domenica 1° giugno presso lo jazzo Gattini si è svolta una manifestazione culturale volta a rimarcare l’attenzione sulla delicata questione dell’immigrazione/emigrazione.
In questi tempi bui e difficili è facile per noi cittadini insoddisfatti riversare tutte le nostre frustrazioni e le nostre paure sull’”altro”.
A questo proposito Nadia Casamassima e Andrea Santantonio sono stati protagonisti, accompagnati da altri attori, di una suggestiva azione per sottolineare quali sentimenti muovano le persone costrette ad abbandonare le proprie famiglie, gli affetti e la propria terra, alla ricerca delle risorse necessarie per poter continuare a sopravvivere.

Come nella cura dei campi, il teatro va coltivato.
Il terreno è quello che parte da sotto i nostri piedi e va a finire sotto i piedi di altre persone.
Abbiamo terra nelle scarpe e nelle calze, e quando torniamo a casa e ci togliamo le scarpe, quella terra ci fa ricordare di essere stati teatro.
La sua coltivazione deve essere attenta, ponderata e deve saper variare per non inaridire il terreno, per non inaridirsi.
Nel teatro sinergico vanno tracciati dei margini entro cui muoversi, che tendono all’infinito, ma che permettono di non calpestare i frutti che piano sbocciano, perchè il teatro è soffice, fertile, ma fragile.
In questo teatro si raccolgono frutti, di vario genere, ma vicini fra loro, mischiati, fratelli che si aiutano l’un l’altro a nascere, a crescere.
Il teatro è il frutto di tanti frutti, e va curato, osservato e mangiato maturo.