Cinefabrica per l’Abruzzo – report 1

crepa1° giorno fatti e impressioni (20/04/2009)
È stata una giornata utile per capire come funziona. o meglio per capire come non funziona. non funziona normalmente, neanche minimamente.

La sensazione è molto strana.
Provo a raccontare la cronaca della giornata dal parcheggio del nostro amico “macete”.
Il tempo si è rovinato salendo verso l’Aquila.
Siamo arrivati con la pioggia, poca e a intermittenza.

Le tende blu appena entrati a l’Aquila, le camionette della Polizia, Esercito, Croce Rossa come in televisione, le crepe.

Cercando la sede della scuola allievi della guardia di finanza ci siamo persi. Ho rivisto strade periferiche e case crepate, una piccola completamente accartocciata su se stessa…
La scuola e il piazzale del funerale di stato…

Con Francesca e Giordano dentro. Tante telefonate. Difficile organizzare in questa situazione così assurda. Per evitare altre lungaggini abbiamo deciso di iniziare il giro da Roio, stamattina sopralluogo.

Altre impressioni
Ci siamo venuti ad accampare da Giulio, amico d’accademia. detto “macete”, perchè dal terremoto qualche volta va in giro con il macete.

tendamaceteCi ha accolti sorridente. Ha una tenda grande della protezione civile sotto casa per i suoi genitori, anziani. I genitori oggi non ci sono, stremati. Dorme in macchina con il suo cane, ha una tenda per il cibo e per cucinare.
Nella tenda c’è la moto del fratello.
Giulio e una sua amica ci hanno parlato un po’ del terremoto, così in maniera informale, senza telecamere, ci hanno parlato della paura, di come ha “funzionato” il terremoto, il ritmo, le tipologie. Il discorso era partito da un rumore come di un tonfo molto pesante,  “questo è il terremoto” ha detto lei e poi ha cominciato con le storie della scossa grossa.

Abbiamo parlato con qualcuno che qualche giorno fa è tornato a dormire a casa, non ce la faceva più… credo dormisse nei vagoni letto dei treni. È’ tornato e ha promesso 100€ a chiunque avesse il coraggio di seguirlo.
Mi sono avvicinato alla macchina con le telecamera per chiedergli della scommessa. Mi ha raccontato che ci è andato qualche giorno fa, ma alle 5, le 6 voleva uscire… Ha passato una notte di inferno, con la paura, sotto le coperte. Non ha dormito per niente naturalmente.
Noi rimaniamo nel parcheggio sotto casa di macete. Continuano a passare le macchine della Polizia e dei Carabinieri per controllare la vita di questa città fantasma. Fantasma in realtà non è esatto. Ci sono ceppi di vita, più o meno grossi.

Al ritorno dell’incontro  con “Legambiente -  Matera” sono passato sotto la casa dove ho vissuto per 3 anni durante gli studi per l’Accademia dell’Immagine. Era buio, mi sembrava integra, ma mi hanno detto di ripassare di giorno per capire. Anche qui, la casa dei genitori di Giulio da fuori sembrerebbe integra, ma dentro… Tanto che ha provato uno di questi giorni a rientrare per andare in bagno… Non ce l’ha fatta.

La gente non vuole lasciare la casa. Alcuni lo fanno anche. Giulio dice che i più poveracci la sorvegliano, come lui. Perchè non hanno la possibilità di farsene un’ altra.

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