Cinefabrica per l’Abruzzo – report 4

tendeblu4° giorno (23/04/2009)

Stamattina siamo andati ancora al Dicomac – Scuola Allievi Ufficiale Guardia di Finanza. C’era il Consiglio dei Ministri. E il circo mediatico. Prima di entrare e farci accreditare per la conferenza stampa siamo rimasti un po’ all’esterno a guardare le macchine sfilare, gli abiti blu con le cravatte azzurre, tutte le divise possibili. Abbiamo parlato con un carabiniere. Si lamentava perchè aveva in ufficio una marea di carte e invece doveva stare lì a non fare niente se non una comparsa. Un carabiniere insolito che raccontava una verità amara sulle istituzioni, sull’Italia e sulle verità nascoste dalle propagande.
Attesa per la conferenza stampa. Una macchina incredibile con troupe cariche di attrezzature, computer, telecamerine per montare brevi clip, fari, furgoni-regia, taccuini, etc. Poi la corsa per i Ministri. I giornalisti hanno rotto le transenne e la marea si è gettata sui Ministri. Brunetta è un nanetto incredibile. Cordone di finanzieri, corteo di macchine blu.
Conferenza stampa. Silvio, Tremonti, la Gelmini, Bertolaso e il Presidente della Regione – Forza Italia. Discorsi che tutti hanno già sentito. Qui dal parcheggio di “macete”, forse per l’ultima sera, non si sente niente, non esistono la tv, la radio, i giornali. Che mestiere triste quello del giornalista alle conferenze stampa, prendere le parole e riscriverle quasi integralmente. Pappagalli. E poi c’era chi guardava youtube con il collega, chi parlava di qualcosa al telefono, ma tutti quando Silvio parla restano ad ascoltare.
Campo di Acquasanta, stadio di rugby. Uno spazio tutto per noi, per il cinema. Una proiezione per i bambini, Appuntamento a Belleville e una serale dopo la cena in mensa. Questo campo è diverso dagli altri. Il primo campo aveva le cucine a furgone per cui passavi a prendere il pasto e poi entravi nel tendone, nel secondo campo c’era una la fila che arrivava fuori dal tendone, in questo campo ti siedi e loro ti portano il piatto.
Abbiamo conosciuto altri sfollati, seduti al tavolo di fronte a noi. Gente che ha la casa con pochi danni, sorridente. Qui si sta fin troppo bene, a parte le tende. Abbiamo parlato del terremoto, è scontato. Le scosse continuano. Io non mi accorgo di niente, a parte il primo giorno con il boato-tonfo non ho sentito nient’altro. La signora è andata a farsi la doccia negli spogliatoi dello stadio, quindi nel cemento. Ha sentito il terremoto ed è uscita di corsa. Fuori nessuno aveva sentito niente. Tutti tranquilli, normale vita di campo. Adesso lei e suo marito credono a Giuliani, il tecnico che aveva preannunciato il terremoto. Già l’altro giorno si era sparsa la voce che Giuliani avesse predetto un altro terremoto grosso. L’uomo, il marito della signora, ha detto che non ha paura di niente, che se trova un cadavere spezzettato per strada si può mettere lì e ricomporlo pezzo pezzo, ma in casa non ci rientra. I mobili si sono spostati di metri, loro non riuscivano neanche a scendere le scale perchè spinti da una forza superiore perdevano l’equilibrio. Giuliani ha detto che i livelli di radon che solitamente scendono dopo una grossa scossa questa volta sono rimasti costanti, per troppo tempo. Stanno rimanendo costanti. Quindi aspetta una nuova scossa. Voci di corridoio, voci di mensa di sfollati.
L’uomo non rientra in casa. Con se aveva una bottiglietta di vino bianco, una piccola sorpresa nella tasca del cappotto. Abbiamo bevuto insieme un bicchiere.
Le tendopoli sono una sorta di campo gratis. Tenda gratis, pasti gratis, cinema gratis, caffè gratis, cioccolate, vestiti, tutto.
Sono all’ingresso della tenda del CSV in cui abbiamo allestito il nostro cinema ambulante.
Prendendo il caffè gratis dalla macchinetta automatica senza inserire soldi ho incontrato l’edicolante della via dove ho abitato per tre anni.

La gente guarda dentro e poi entra. Il messaggio del cinema è stato diffuso dagli altoparlanti in tutto il campo.
Proiezione del film Mio fratello è figlio unico (la proiezione di Cover Boy è saltata). Ho visto solo qualche pezzo. La “sala” strapiena. È entrato un signore, era in piedi accanto a me, ultima fila. Nel film gli attori parlavano di sinistra e destra, un attore di sinistra fa una rapina a un uomo, gambizzandolo con la pistola. Il signore accanto a me inizia a lamentarsi ad alta voce: “è questa l’italia, ancora dietro a queste cose, è inumano…”. Le ragazze avanti a me sorridevano. Come si esce fuori di testa? Perchè si esce fuori di testa dopo il terremoto! Forse chi reagisce così reagisce bene, forse lo sconvolgimnto è legato alla messa in discussione di una serie di valori fino ad ora ritenuti certi, fermi. Chi sclera forse è sulla strada giusta. Sicuramente più di chi affronta il campo calandosi nell’atmosfera surreale, accondiscendente, apatica.
Non so come è finito il film, ho visto solo l’ultima immagine, era un sorriso. Poi tutti sono usciti, ci hanno ringraziato. Una coppia è rimasta fino all’ultimo titolo di coda. Grazie. E buonanotte.

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