Cinefabrica ha cominciato a seguire le fasi di preparazione della festa del Maggio ad Accettura.
Lo scopo di partenza era quello di realizzare un documentario sulla persistenza di questo culto in quella zona, ma come abbiamo imparato nel nostro lavoro di indagine sulle memorie, le piccole memorie, le verità che vengono fuori indagando sono sempre sconcertanti (in senso positivo) e meravigliose.
Per prima cosa abbiamo scoperto che di lavori di indagine documentarista ne esistono diversi, e che ognuno ha riportato in qualche maniera un punto di vista differente; ma quello che ci ha meravigliato è che la gente del posto considerava le verità emerse da queste indagini come le proprie verità.
In effetti gli Accetturesi, come tutti i protagonisti dei riti, non si soffermano a fare elucubrazioni sul significato dei loro gesti, le cose semplicemente si fanno.
A noi piace ragionare più o meno alla stessa maniera, ci piace credere che il significato del culto e dei riti ad esso collegato, sia tutto nella concretezza delle cose che si fanno, che la memoria sul significato antico sia mutata, ma non cambiata, e che il primo grande senso della preparazione alla festa sia “la partecipazione”.
Questa è infatti la seconda grande scoperta: il culto, e un motivo “sacro” e “sacrosanto” per stare insieme, per rinsaldare i valori della comunità, ma soprattutto per aprirsi al mondo, agli altri, turisti e visitatori.
Nei giorni di preparazione che stiamo seguendo, si sta saldando sempre più un’amicizia con le persone del posto, ragazzi come Salvatore, gli scalatori, Angelo ed altri, che oltre a badare all’aspetto puramente culturale della festa hanno voglia di barattare con altri la propria memoria, i propri saperi, perchè questo culto, matrimonio tra alberi, è allo stesso tempo un matrimonio ideale tra uomini.













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