Liberi di non esserlo – Conferenza Multimediale

CONFERENZE MULTIMEDIALI

Per conferenza multimediale s’intende una presentazione tematica realizzata attraverso l’integrazione di diversi mezzi di comunicazione: testo, immagini, filmati, audio ecc. Questo stile comunicativo – diffuso nel mondo anglosassone, soprattutto in ambito scientifico – può essere efficacemente usato anche per condividere analisi e ricerche in campo umanistico, con la possibilità di raggiungere un pubblico non specialistico e differenziato sia per età che per bagaglio culturale e professionale.

La conferenza multimediale Liberi di non esserlo. Perché siamo diventati troppo obbedienti è stata presentata in anteprima a Bruxelles, il 28 ottobre 2010, in una sala cinematografica del Centro culturale “Le Botanique”. L’evento è stato organizzato e promosso dall’Autre “lieu” di Bruxelles, un’associazione che s’interessa ai rapporti tra la salute mentale e la società.

Scopo di queste conferenze non è la “divulgazione”, attitudine paternalistica che banalizza il sapere rafforzando lo status chi lo detiene. L’ambizione è, invece, quella di condividere un “atteggiamento critico” facendo emergere le domande che si agitano nel presente.  L’idea nasce, infatti, da un particolare tipo di spettacoli che il collettivo Action30, ormai da alcuni anni, propone sia in Italia che all’estero: magma di parole, immagini, disegni e musica, le performance-dibattito indagano, in modo insieme critico e creativo, l’universo dei nuovi “miti d’oggi”, cercando di stimolare momenti di riflessione e di confronto con la partecipazione attiva del pubblico.

Le conferenze multimediali sono uno strumento utile, non solo per le tradizionali agenzie educative come la scuola e l’università, ma anche per tutte le istituzioni e le associazioni interessate a promuove momenti di crescita culturale e civile nel proprio territorio.

Presentazione della conferenza:

LIBERI DI NON ESSERLO. Perché siamo diventati così obbedienti

Sono trascorsi molti anni dal processo di Norimberga e da quello contro Adolf Eichmann, sul cui personaggio Hannah Arendt costruì la celebre e contestata tesi della banalità del male. Eppure il mondo che è uscito vittorioso dalla catastrofe della seconda guerra mondiale, non ha mai smesso d’interrogarsi sull’obbedienza e suoi eccessi. Una domanda che si presenta oggi con una preoccupazione rinnovata. Non è un caso se tornano d’attualità, non solo i classici sulla “servitù volontaria” (La Boétie) e sulla “disobbedienza civile” (Thoreau, Arendt), ma anche alcuni celebri esperimenti degli anni 60-70: da quelli di psicologia sociale realizzati da Stanley Milgram e Philip Zimbardo, a quello di Ron Jones, che con gli allievi di un liceo di Palo Alto provò a simulare la nascita di un movimento fascista. Esperimenti significativamente ripresi, di recente, nella forma sia di documentari-reality show (Le jeu de la mort / La zone Xtrème), sia di romanzi e film (The experiment, L’onda), sia di saggi (Effetto Lucifero).

Mescolando senza soluzione di continuità i materiali della ricerca erudita (storica, filosofica, sociologica) con quelli della cultura di mass (letteratura, cinema, tv), questa conferenza offre una serie di strumenti per scoprire le nuove condizioni dell’obbedienza, nascoste nelle pieghe della nostra soggettività “libera e autonoma”.

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