Eh si, è tempo di recessione e da più parti se ne vedono i segnali.
Guardate infatti come è ridotto il nostro amato regista Luca Acito… Speriamo che prima o poi riesca nell’intento di acquistare il bramato status symbol…


Intanto su surplusneedy.com potreste dimostragli il vostro affetto contribuedo alla causa con delle elargizioni in denaro.
Domenica 1° giugno presso lo jazzo Gattini si è svolta una manifestazione culturale volta a rimarcare l’attenzione sulla delicata questione dell’immigrazione/emigrazione.
In questi tempi bui e difficili è facile per noi cittadini insoddisfatti riversare tutte le nostre frustrazioni e le nostre paure sull’”altro”.
A questo proposito Nadia Casamassima e Andrea Santantonio sono stati protagonisti, accompagnati da altri attori, di una suggestiva azione per sottolineare quali sentimenti muovano le persone costrette ad abbandonare le proprie famiglie, gli affetti e la propria terra, alla ricerca delle risorse necessarie per poter continuare a sopravvivere.
Aggiornata la sezione Fototeca del sito con una nuova galleria relativa ad alcune della fasi della festa del Maggio di Accettura. Cinefabrica ha seguito questa antichissima festa in tutte le sue fasi.
Si coglie l’occasione per ringraziare tutti gli accetturesi per l’ospitalità dimostrata.
Cinefabrica ha cominciato a seguire le fasi di preparazione della festa del Maggio ad Accettura.
Lo scopo di partenza era quello di realizzare un documentario sulla persistenza di questo culto in quella zona, ma come abbiamo imparato nel nostro lavoro di indagine sulle memorie, le piccole memorie, le verità che vengono fuori indagando sono sempre sconcertanti (in senso positivo) e meravigliose.
Continue reading ‘Il maggio di Accettura - Matrimonio di speranze tra l’uomo e la natura’

Come nella cura dei campi, il teatro va coltivato.
Il terreno è quello che parte da sotto i nostri piedi e va a finire sotto i piedi di altre persone.
Abbiamo terra nelle scarpe e nelle calze, e quando torniamo a casa e ci togliamo le scarpe, quella terra ci fa ricordare di essere stati teatro.
La sua coltivazione deve essere attenta, ponderata e deve saper variare per non inaridire il terreno, per non inaridirsi.
Nel teatro sinergico vanno tracciati dei margini entro cui muoversi, che tendono all’infinito, ma che permettono di non calpestare i frutti che piano sbocciano, perchè il teatro è soffice, fertile, ma fragile.
In questo teatro si raccolgono frutti, di vario genere, ma vicini fra loro, mischiati, fratelli che si aiutano l’un l’altro a nascere, a crescere.
Il teatro è il frutto di tanti frutti, e va curato, osservato e mangiato maturo.