Cinefabrica ha cominciato a seguire le fasi di preparazione della festa del Maggio ad Accettura.
Lo scopo di partenza era quello di realizzare un documentario sulla persistenza di questo culto in quella zona, ma come abbiamo imparato nel nostro lavoro di indagine sulle memorie, le piccole memorie, le verità che vengono fuori indagando sono sempre sconcertanti (in senso positivo) e meravigliose.
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Come nella cura dei campi, il teatro va coltivato.
Il terreno è quello che parte da sotto i nostri piedi e va a finire sotto i piedi di altre persone.
Abbiamo terra nelle scarpe e nelle calze, e quando torniamo a casa e ci togliamo le scarpe, quella terra ci fa ricordare di essere stati teatro.
La sua coltivazione deve essere attenta, ponderata e deve saper variare per non inaridire il terreno, per non inaridirsi.
Nel teatro sinergico vanno tracciati dei margini entro cui muoversi, che tendono all’infinito, ma che permettono di non calpestare i frutti che piano sbocciano, perchè il teatro è soffice, fertile, ma fragile.
In questo teatro si raccolgono frutti, di vario genere, ma vicini fra loro, mischiati, fratelli che si aiutano l’un l’altro a nascere, a crescere.
Il teatro è il frutto di tanti frutti, e va curato, osservato e mangiato maturo.
La carovana di Cinefabrica parte per Roma dove sarà impegnata nella realizzazione di un documentario sulla vita degli arabi in Italia. La novità consiste nel realizzare un lavoro destinato esclusivamente per il mercato arabo. La prima tappa è al mercato allestito ogni venerdì, giorno di preghiera, all’esterno della moschea principale di Roma.


